Restaurare Vespa d’epoca

Restaurare Vespa come ?

Esistono un’infinità di articoli in merito e tutti hanno le loro tecniche e consigli da dare per restaurare una vespa come carrozzeria, visto quindi che ho venduto fiumi di vernici per la Vespa di tutti i tipi e colori possibili e inimmagginabili ho voluto dare anchio il mio contributo con una guida semplice che chiarisca le idee ai privati e perchè no anche ai carrozzieri più esperti.

  • Premessa:

Il restauro della vespa non è mai dico MAI una cosa semplice e sistematica infatti si esegue in base alle condizioni del veicolo che abbiamo davanti e cioè la vespa può essere:

  1. In buone condizioni, cioè vernice vecchia ma poche ammaccature nessun problema di ruggine.
  2. In condizioni pessime ammaccature a tutto spiano, vecchie verniciature, ect
  3. In condizioni disastrose ruggine avanzata, buchi, ecc.

Ora in base alle condizioni e al budget per le vernici vespa prezzi ecc.. che si ha a disposizione si interviene per fare un lavoro decente e capire la differenza tra restaurare una vespa e ri verniciare, il restauro si differisce dalla verniciatura perchè in tutte e tre le condizioni del supporto la vespa va sempre smontata completamente e il telaio sabbiato, non solo un restauro non si limita alla perfetta verniciatura ma tutte le parti di ricambio vanno, o riparate, o ricostruite o cambiate, anche il motore va restaurato e parti connesse, il tutto per portare il veicolo come era dall concessionario nei suoi anni gloriosi.

La verniciatura invece si limita a rendere nuove e lucente la carrozzeria e parti connesse verniciabili (cupolino, bauletti ecc.), per una verniciatura il più delle volte la vespa non si smonta neanche del tutto (cosa assurda che non consiglio), e si vernicia nel 90% dei  casi, nella stessa tonalità che ha il supporto, cosa che non avviene nel restauro dove ogni parte della vespa viene sottoposta a ricondizionamento totale, poi si fa una ricerca per capire quali colori montava la vespa nella sua epoca e si vernicia nel colore di conseguenza.

Entriamo nel vivo!

Chiusa la premessa e immaginando di avere un telaio di una vespa dove intervenire, ci muoviamo come segue:
Se la vespa è in buone condizioni possiamo optare 2 soluzioni.
1° Sluzione semplice:

  1. Riparazione zone ammaccate
  2. Stuccature e finiture
  3. fondo isolante 2k
  4. Vernice 2k se pastello, vernice base opaca + trasparente se metallizzata.

2° soluzione Tecnica e performante utilizzata più per il restauro:

  1. Sabbiare tutte le parti in lamiera
  2. Applicare subito un primer epossidico
  3. intervenire con lo stucco nelle zone interessate
  4. applicare il fondo 2k
  5. applicare sigillanti idonei e eventuali prodotti sottoscocca
  6. vernice 2k se pastello, vernice base opaca + trasparente se metallizzata

Se le condizioni sono pessime o disastrose il consiglio è  di utilizzare la soluzione tecnica e performante.

Step:
Ma veniamo agli step da seguire, dopo aver smontato la vespa iniziamo dalla sabbiatura, se fatta da un professionsta il supporto sarà pulito e lievigato, in teoria si potrebbe utilizzare anche un buon sverniciatore però se c’è della ruggine direi che la sabbiatura è più indicata, lo sverniciatore eliminerebbe tutti gli strati di vernice stucco ecc. ma è un lavoro molto pasticciato che si da i suoi frutti ma bisogna avere a disposizione tante ore libere e pazienza infinita per eliminare tutto anche nelle zone poco regolari come bordi, insenature ecc, poi lo si deve passare più volte se non si riesce a eliminare tutto nella prima mano, pulire e ripulire continuamente, poi se troviamo ruggine il lavoro sarà sempre più lungo ecco perchè la sabbiatura che elimina anche la ruggine è più indicata, più pulita e molto più efficace e se parliamo  dei costi a volte anche più economica rispetto allo svernciatore se calcoliamo tempo, prodotti per pulizia, stracci e prodotti chimici vari per pulire lo sverniciatore.

Ora la vespa pk è pulita e completamente nuda quindi dobbiamo affrettarci ad applicare il primer epossidico subito dopo la sabbiatura, visto che l’ossidazione inizia a manifestarsi immediatamente dopo che il metallo viene scoperto.

  • Quindi diamoci una passata di carta abrasiva p280 a secco veloce.
  • Soffiamo bene il supporto.
  • Passiamo il decerante antisiliconico per sgrassare il supporto con un scotch brite rosso.
  • Passiamo nuovamente il decerante ma con dei panni che non lascino peli un panno lava e un panno asciuga bene.
  • Prepariamo il primer epossidico come da scheda tecnica e prodotto consigliano, passiamo un panno antipolvere soffiando sul supporto e applichiamo 1 o 2 mani fini di primer.
  • Non preoccupiamoci delle ammaccature, imperfezioni ecc. le riprenderemo dopo, è importante avere la lamiera ben protetta dalla corrosione il più presto possibile
  • Ora si può intervenire per rifinire, modellare, e agiustare ammaccature quindi ci muoviamo in base alle zone da riparare.
  • Carteggiare le zone da stuccare ( tutte le grane si intendono a secco) con p120, applicare lo stucco poliestere a spatola, dopo essiccazzione procedere con la crteggiatura con:
  • p120 per modellare e sgrossare
  • p180 per rifinire
  • p220 per omogenizzare tutte le zone periferiche del primer
  • (Le grane indicate sono una linea di massima si possono utilizzare grane anche più grosse in base la zona e la  gravità del danno che abbiamo di fronte, l’importante e che si vada sempre a salire con le grane fino ad arrivare alla p220 senza superare mai il salto di 100 e cioe se utilizziamo una p120 al massimo possiamo arrivare alla seconda grana p220 ma non superare questa soglia ecco perchè e preferibile arrivarci con un intermezzo di p180.) 
  • Se in questa fase si scopre la lamiera è consigliata una manina leggera di primer epossidico sulle zone scoperte
  • Carteggiare tutto il primer epossidico con p220 omogeneamente (fare attenzione a non sfondare cioè a far venir su la lamiera nuda) in caso succeda è consigliabile applicare il primer epossidico.
  • Dopo aver carteggiato siamo pronti per il fondo 2k quindi:
  • Soffiare bene e pulire con decerante antisiliconico  e panni che non lascino peli, uno lava l’altro asciuga
  • Preparare il fondo catalizzato 2k dosandolo come da specifiche tecniche
  • Applicare 2 -3 mani di fondo e attendere l’essiccazione
  • Carteggiare con p360 per sgrossare e rifinire con p400 se si vernicia un pastello se è un metallizzato è consigliabile anche la p500
  • Sigillare le zone con sigillanti poliuretanici verniciabili, zone pedane superiore e inferiori consigliato e interni scocche.
  • Soffiare bene e pulire il supporto scrupolosamente, passare il decerante in modo impeccabile sempre con la tecnica un panno lava, l’altro panno asciuga, passare il panno anti polvere con aria.
  • Applicare una vernice 2k seguendo le specifiche se un colore pastello se metallizzato o perlato applicare la vernice base opaca + trasparente 2k

Un video che fa vedere più o meno di cosa abbiamo parlato.

Grazie a vespa e motori per il video

Grazie a Gianluca Frittitta per le foto
Un ottimo artigiano che si dedica ai restauri di vespe a Siracusa

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4 thoughts on “Restaurare Vespa d’epoca

    1. No su vespe d’epoca originali pastello niente trasparente solo vernici 2k acriliche o 2k poliuretaniche, il trasparente solo su vernici metallizzate.
      Se invece devi customizzarle puoi fare come credi

  1. ma per il classico colore cerchi
    COLORE Alluminio MaxMeyer 1,268,0983
    che tipologia di colore va usato?
    essendo metallizzato va messo anche il trasparente o esiste un’unica soluzione d’impiego? Grazie

    1. Ciao
      Normalmente è opaco essendo un cerchione è consigliata la trasparente opaca, oppure una soluzione catalizzata 4:1 + 30% di diluente, però con trasparente opaca è molto più resistente

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